
In breve: come invogliare un bambino a leggere quando preferisce gli schermi?
- Dai alla lettura uno spazio breve e fisso nella giornata, invece di contrattarlo ogni volta.
- Parti dagli argomenti che tuo figlio ama già nei videogiochi, nei film e nei cartoni: i personaggi preferiti, lo sport, lo spazio o gli animali.
- Lascia che scelga il formato: un libro, un fumetto, un testo breve, un e-book o un audiolibro ascoltato seguendo il testo stampato.
- Leggete a turno se leggere da solo lo stanca presto.
- Non pagare ogni pagina con tempo davanti allo schermo. La lettura deve far parte della giornata, non essere il prezzo di un premio.
- Se la resistenza nasce da una difficoltà nella lettura stessa, torna alla guida mio figlio non vuole leggere: cosa fare.
Perché gli schermi battono così facilmente i libri?
Uno schermo si accende in un attimo e cattura subito l'attenzione con movimento, suoni e immagini che cambiano. Un libro chiede di entrare nella storia con più calma e un bambino che legge ancora lentamente deve anche impegnarsi a riconoscere le parole e a capire le frasi.
Non serve scatenare in casa una guerra tra libri e schermi. Meglio organizzare la giornata in modo che l'uno non soffochi l'altro. L'American Academy of Pediatrics raccomanda regole familiari sui media, zone senza schermi e spazio per altre attività, lettura compresa. Conta anche l'esempio degli adulti.
Per un bambino di 6–10 anni un buon punto di partenza può essere una breve fascia senza dispositivi, per esempio dopo cena o prima della routine della sera. Se devi anche organizzare le regole sui dispositivi, leggi la guida tempo davanti agli schermi per bambini dai 4 ai 9 anni.
Come organizzare la giornata perché la lettura abbia il suo spazio?
Scegli un momento che puoi ripetere quasi tutti i giorni. Non deve essere mezz'ora. All'inizio 10–15 minuti di lettura tranquilla sono più pratici di un piano ambizioso che sparisce dopo tre giorni.
Per esempio: dopo cena i telefoni restano lontani dalla tavola, tuo figlio sceglie un testo e anche il genitore prende un libro o legge insieme a lui. Se la sera è difficile, sposta la routine al rientro da scuola, ma prima che inizino un videogioco o una serie.
Su Labugen le famiglie possono usare il piano giornaliero da 10 minuti, che comprende ripasso, badge e un resoconto per il genitore. Un piano può dare ordine allo studio, ma non sostituisce la lettura in famiglia per il piacere di leggere.

Come trasformare videogiochi, cartoni e film in una strada verso i libri?
Gli interessi legati agli schermi possono suggerire che cosa leggere. Il National Literacy Trust osserva che gli interessi personali, la possibilità di scegliere e i libri collegati a film o programmi televisivi possono sostenere la motivazione alla lettura.
Ecco 9 idee da provare senza trasformare la casa in una campagna per la lettura:
- Cerca un libro sullo stesso mondo. A tuo figlio piacciono le storie sullo spazio? Prova un piccolo atlante dei pianeti, un fumetto di fantascienza o un libro divulgativo adatto alla sua età.
- Scegli un personaggio che conosce già dallo schermo. Se esiste un libro o un fumetto con un personaggio familiare, cominciare costa meno fatica.
- Offri la scelta tra due o tre testi. «Quale vuoi oggi?» di solito funziona meglio di «Devi leggere questo capitolo».
- Leggete a turno. Il genitore legge una pagina e il bambino un paragrafo o qualche frase. La storia va avanti anche se il bambino legge più lentamente.
- Scegli testi brevi. Un racconto breve, una pagina di curiosità, un fumetto o una sola pagina di enciclopedia danno in fretta la soddisfazione di aver finito.
- Abbina l'audiolibro al testo. Tuo figlio può ascoltare seguendo le parole sulla pagina, soprattutto quando una storia più lunga è ancora troppo difficile da leggere da solo.
- Fermatevi in un punto interessante. Non serve arrivare per forza alla fine del capitolo. A volte è meglio lasciare che la storia aspetti fino a domani.
- Parlatene, ma senza interrogarlo. Chiedi «Qual è stata la scena più strana?» invece di verificare i dettagli come se fosse un compito di scuola.
- Fatti vedere mentre leggi. Un bambino accetta più volentieri una routine che vale anche per gli adulti.

Lo schermo può diventare un alleato della lettura?
Sì, quando lo schermo serve a leggere e non a seppellire il testo sotto altri stimoli. Il National Literacy Trust sottolinea che il formato cartaceo e quello digitale convivono e che le occasioni di lettura si possono costruire in entrambi.
Su Labugen i bambini di seconda elementare possono usare brevi testi online di comprensione della lettura, con materiali simili per la terza elementare. I testi sono lunghi 60–120 parole, hanno 3–4 domande, le risposte si trovano nel testo e il riscontro arriva subito.
È utile per qualche minuto di esercizio, ma non trasformarlo nell'ennesimo gioco a punti e livelli. Dopo un breve testo online metti via lo schermo e torna a un libro di carta, a un fumetto o alla lettura condivisa.
Se tuo figlio sta ancora imparando a unire i suoni in parole, un punto di partenza migliore può essere la lettura per sillabe in prima elementare. Indicazioni più ampie sull'imparare a leggere si trovano anche nella guida come insegnare a leggere a un bambino.

Cosa fare in una situazione concreta?
Situazione | Cosa fare | Cosa evitare |
|---|---|---|
Vuole solo un videogioco o una serie | Cerca un libro, un fumetto o delle curiosità sullo stesso argomento | Deridere il suo interesse: «quel gioco è stupido» |
Mette giù il libro dopo 5 minuti | Scegli un testo più breve e accordatevi su 10 minuti invece di un capitolo intero | Allungare i tempi perché «non è abbastanza» |
Legge molto lentamente | Leggete a turno: l'adulto legge un pezzo più lungo, il bambino uno più corto | Correggere ogni parola mentre legge |
Non riesce a scegliere un libro | Offri due o tre formati diversi | Imporre un libro perché «ti fa bene» |
Gli piacciono solo gli schermi | Usa un breve testo online e poi passa a un testo su carta | Trasformare la lettura in una serie continua di premi e animazioni |
Protesta ogni volta | Verifica se il problema è il livello del testo o la decodifica stessa | Paragonarlo a fratelli, sorelle o compagni di classe |
Come è fatto un semplice piano di 2 settimane?
L'obiettivo delle prime due settimane non è un numero di pagine. È costruire una routine prevedibile e trovare un formato a cui tuo figlio abbia voglia di tornare.
Giorni 1–3: fissate un momento regolare di 10 minuti. Tuo figlio sceglie tra due o tre testi brevi. Il genitore resta vicino e non usa il telefono.
Giorni 4–5: aggiungete la lettura a turno. Il genitore può occuparsi dei passaggi più difficili, così la storia non si blocca sulla decodifica.
Giorni 6–7: andate in biblioteca o scegliete insieme un nuovo libro, un fumetto o un libro divulgativo in base agli interessi di tuo figlio.
Giorni 8–10: dedicate un giorno a un breve testo online con domande e gli altri alla carta o a un e-book senza distrazioni aggiuntive.
Giorni 11–12: provate un audiolibro seguendo il testo, oppure leggete ad alta voce insieme.
Giorni 13–14: chiedi a tuo figlio che cosa vuole mantenere la settimana successiva: l'orario, il formato e l'argomento. Tieni ciò che funziona invece di aggiungere altre regole.
Quali errori evitare quando i libri perdono contro gli schermi?
L'errore più comune è trasformare la lettura nel biglietto d'ingresso per lo schermo: «20 minuti di lettura e poi puoi giocare». Così i libri finiscono facilmente dalla parte dei doveri e gli schermi da quella dei premi.
Evita anche i premi per ogni pagina, i libri troppo difficili, la correzione di ogni inciampo e l'idea che i fumetti non siano «vera lettura». Non eliminare tutti gli schermi dalla giornata solo per imporre un libro. Contano di più un ordine prevedibile e lo spazio per attività diverse.
Quando parlarne con l'insegnante o con uno specialista?
Parlane con l'insegnante quando tuo figlio non solo sceglie lo schermo invece del libro, ma si stanca in modo evidente leggendo testi adatti alla sua età, perde spesso il segno, fa molta fatica a riconoscere le parole o non riesce a capire un breve brano appena letto.
Non si tratta di una diagnosi. L'insegnante può confrontare ciò che succede in classe e suggerire se possa essere utile un ulteriore supporto da parte di un professionista della lettura, del linguaggio o dello sviluppo infantile. Se il problema principale è la resistenza, la frustrazione o la difficoltà di decodifica, torna alla guida dedicata mio figlio non vuole leggere: cosa fare.
Fonti
- American Academy of Pediatrics, How to Make a Family Media Plan, aggiornato nel 2026.
- National Literacy Trust, Reading for Pleasure, dati e indicazioni aggiornati nel 2026.
- National Literacy Trust, Trends in children and young people's reading in print and digital formats, 2026.