
In breve: come dovrebbe leggere un problema un bambino di classe terza primaria?
Insegna una routine sempre uguale:
- leggere tutto il problema senza calcolare;
- dire quali informazioni sono già note;
- indicare esattamente che cosa chiede la domanda;
- disegnare la situazione o creare un semplice modello a barre;
- scegliere l’operazione o le operazioni;
- scrivere la risposta con una frase completa;
- controllare se il risultato ha senso nella situazione descritta.
L’obiettivo non è indovinare l’operazione da una singola parola. Il bambino deve capire le relazioni tra i numeri.
Come insegnare a un bambino a leggere un problema passo dopo passo?
Tratta prima il problema come un breve testo da capire e solo dopo come un calcolo. Quest’ordine aiuta soprattutto i bambini che calcolano bene ma si perdono quando il testo è più lungo.
Passo 1. Leggere tutto il problema.
Il bambino legge dall’inizio alla fine senza sottolineare numeri né fare calcoli. Dopo la prima lettura dovrebbe saper spiegare in una frase che cosa sta succedendo.
Passo 2. Chiedere: che cosa sappiamo?
Alla seconda lettura il bambino annota le informazioni. Invece di copiare frasi intere può scrivere: «quaderno – 4 €», «3 quaderni», «pagato 20 €».
Passo 3. Chiedere: che cosa dobbiamo trovare?
Fagli leggere separatamente la domanda. Un controllo utile è: «Quale informazione ci manca per poter rispondere con una frase completa?».
Passo 4. Disegnare o creare un modello.
Per i confronti funziona bene un modello a barre. Per il tempo usa una linea temporale. Per gli acquisti basta una semplice lista di prezzi e quantità.
Passo 5. Scegliere l’operazione.
Il bambino dovrebbe saper spiegare la scelta: «Moltiplico perché ci sono tre prezzi uguali» oppure «Sottraggo perché devo trovare la differenza».
Passo 6. Scrivere la risposta con una frase completa.
Non soltanto «8 €», ma «Il resto è di 8 €». Questo verifica che il risultato risponda davvero alla domanda.
Passo 7. Controllare se la risposta ha senso.
Chiedi: «La risposta può essere maggiore della quantità iniziale?», «L’orario finale è compatibile con la durata?», «La risposta usa l’unità corretta?».

Parole come «in tutto», «ciascuno» e «quanti in meno» indicano sempre l’operazione?
No. Possono essere indizi, ma da sole non bastano. Insegnare soltanto «parole chiave» incoraggia a indovinare.
«In tutto» compare spesso con l’addizione, ma in «Quanto costano in tutto 4 biglietti da 7 € ciascuno?» bisogna prima notare quattro gruppi uguali, quindi l’operazione naturale è la moltiplicazione.
«Ciascuno» può indicare una moltiplicazione: «5 bambini ricevono 3 adesivi ciascuno». Può comparire anche in una divisione: «15 adesivi vengono distribuiti e ciascun bambino ne riceve 3».
«Quanti in meno?» chiede una differenza, quindi di solito sottraiamo il numero minore dal maggiore. «Quante volte tanto?» è un confronto moltiplicativo e richiede una divisione.
«Ogni» segnala spesso gruppi uguali, ma bisogna comunque controllare se la domanda chiede il totale, la quantità in un gruppo o il numero di gruppi.
Invece di chiedere «Quale parola chiave vedi?», chiedi: «Che cosa sta succedendo a questi numeri?».
Come usare un disegno o un modello a barre?
Il disegno deve mostrare la relazione, non decorare la pagina. Un semplice modello a barre rappresenta ogni quantità con un rettangolo.
Per «6 in più» disegna due barre, con la seconda più lunga di un tratto indicato con 6. Per «3 volte tanto» dividi la barra più lunga in tre parti uguali, ciascuna corrispondente alla barra più corta.
Esempio: Emma ha 8 castagne e Luca ne ha 3 volte tante. La barra di Emma vale 8. Quella di Luca è composta da tre parti uguali da 8. Il bambino vede così che 3 per 8 fa 24.
Per i problemi sul tempo spesso è migliore una linea temporale: segna l’orario iniziale, aggiungi la durata a tappe e leggi l’orario finale. Per il denaro basta una tabella «articolo – quantità – prezzo».

Come risolvere passo dopo passo un problema con il denaro?
Problema: Matteo compra 3 quaderni a 4 € ciascuno. Paga con 20 €. Quanto resto riceve?
- Che cosa sappiamo? 3 quaderni, ciascuno costa 4 €, Matteo paga 20 €.
- Che cosa dobbiamo trovare? Il resto.
- Modello: prima troviamo il costo totale, poi la differenza tra 20 € e il costo.
- Calcoli: 3 × 4 € = 12 €; 20 € − 12 € = 8 €.
- Risposta: Matteo riceve 8 € di resto.
- Controllo: l’acquisto costa meno di 20 €, quindi un resto positivo ha senso.
Se il vero ostacolo è il calcolo, puoi esercitarlo separatamente con il generatore di schede di matematica. Questo strumento serve per allenare i calcoli, non per generare problemi.
Come risolvere passo dopo passo un problema sul tempo?
Problema: L’attività inizia alle 15:35 e dura 50 minuti. A che ora finisce?
- Che cosa sappiamo? Inizio: 15:35, durata: 50 minuti.
- Che cosa dobbiamo trovare? L’orario finale.
- Modello: sulla linea del tempo aggiungiamo prima 25 minuti per arrivare alle 16:00, poi i restanti 25 minuti.
- Calcolo: 15:35 + 25 min = 16:00; 16:00 + 25 min = 16:25.
- Risposta: L’attività finisce alle 16:25.
- Controllo: dalle 15:35 alle 16:25 passano effettivamente 50 minuti.

Come distinguere «quanti in più» da «quante volte tanto»?
Prima stabilisci se la domanda riguarda una differenzaoppure un multiplo.
Problema 1: Mia ha 28 adesivi e Leo ne ha 20. Quanti adesivi in più ha Mia?
Differenza: 28 − 20 = 8.
Risposta: Mia ha 8 adesivi in più.
Problema 2: Mia ha 24 adesivi e Leo ne ha 8. Quante volte sono gli adesivi di Mia rispetto a quelli di Leo?
Quoziente: 24 : 8 = 3.
Risposta: Mia ha 3 volte gli adesivi di Leo.
Se la difficoltà riguarda proprio moltiplicazione o divisione, consulta la guida separata su come imparare le tabelline. I calcoli più impegnativi per la classe terza sono trattati anche in esercizi di matematica per la classe terza — calcoli più difficili.
Come risolvere un problema in due passaggi?
Problema: Su uno scaffale della biblioteca ci sono 26 libri. Sul secondo scaffale ce ne sono 7 in meno. Quanti libri ci sono in tutto sui due scaffali?
- Che cosa sappiamo? Primo scaffale: 26 libri. Secondo scaffale: 7 in meno.
- Che cosa dobbiamo trovare? Il numero totale di libri.
- Primo passaggio: trovare i libri sul secondo scaffale: 26 − 7 = 19.
- Secondo passaggio: sommare i libri dei due scaffali: 26 + 19 = 45.
- Risposta: Sui due scaffali ci sono in tutto 45 libri.
- Controllo: il secondo scaffale ha meno di 26 libri e il totale deve essere maggiore di 26. Il risultato 45 soddisfa entrambe le condizioni.
Per un problema in due passaggi chiedi: «Che cosa non sappiamo ancora e dobbiamo trovare prima di poter rispondere alla domanda principale?». Questo aiuta il bambino a individuare il passaggio intermedio.
Quale tipo di problema sta causando l’errore?
Tipo di problema | Domanda di controllo | Errore comune |
|---|---|---|
acquisti e resto | «Che cosa dobbiamo calcolare prima del resto?» | sottrarre dal denaro disponibile il prezzo di un solo articolo |
tempo | «Quale numero indica l’inizio e quale la durata?» | sommare ore e minuti come normali numeri interi |
quanti in più / in meno | «Stiamo cercando una differenza o un nuovo totale?» | addizionare appena compare la parola «più» |
quante volte tanto / in meno | «Quante parti uguali del numero piccolo stanno nel numero grande?» | sottrarre invece di dividere |
gruppi uguali | «Quanti gruppi ci sono e quanti elementi in ciascun gruppo?» | confondere moltiplicazione e divisione |
due passaggi | «Che cosa dobbiamo trovare per prima cosa?» | eseguire soltanto l’operazione finale |
Come esercitare i problemi a casa per 10 minuti?
Dieci minuti bastano quando l’esercizio ha un solo obiettivo chiaro. Non serve completare un’intera pagina di problemi.
Minuti 1–3: un problema breve. Il bambino lo legge e indica: che cosa sappiamo e che cosa dobbiamo trovare?
Minuti 4–6: disegnare o creare un modello a barre, poi risolvere.
Minuti 7–8: controllare il risultato e scrivere la risposta con una frase completa.
Minuti 9–10: scambiatevi i ruoli: il genitore dà un calcolo come 4 × 6 = 24 e il bambino inventa un problema che corrisponda.
Per esercitarsi su carta puoi usare schede da stampare, e per cambiare brevemente formato, giochi educativi.

Quando la difficoltà riguarda la comprensione del testo e quando la matematica?
Il modo più semplice è separare le due fasi. Leggi il problema ad alta voce e chiedi al bambino di spiegare la situazione senza fare calcoli.
Se dopo aver ascoltato il problema sa spiegare che cosa è noto e che cosa bisogna trovare, ma non riesce a eseguire il calcolo richiesto, la difficoltà è più probabilmente aritmetica o concettuale. Se invece calcola correttamente negli esercizi senza testo ma non sa spiegare la frase, perde il filo della domanda o confonde relazioni come «quanti in più» e «quante volte tanto», lavora di più sul linguaggio matematico.
Strategie di comprensione come porre domande, visualizzare la situazione e mostrare esplicitamente come leggere un problema possono aiutare i bambini a dare senso al testo matematico.
Quali errori dovrebbero evitare gli adulti?
- Dire subito l’operazione alla prima esitazione. Chiedi invece: «Che cosa sai già?».
- Insegnare una lista di parole chiave come regole sicure. Parole come «in tutto» o «ciascuno» non risolvono il problema al posto del bambino.
- Leggere sempre tutto il problema al posto del bambino. Aiuta con una parola difficile quando serve, ma il bambino deve esercitare anche la lettura autonoma.
- Correggere il calcolo prima di controllare il ragionamento. Verifica prima se il bambino ha capito correttamente la situazione.
- Accettare un numero da solo come risposta. Una frase completa riporta l’attenzione alla domanda effettiva.
- Fare troppi problemi tutti insieme. È meglio risolverne uno con cura che cinque per tentativi.
Trovi altre risorse per genitori nella guida Labugen, e puoi scegliere esercizi di calcolo dai generatori di schede.
Quando parlare con l’insegnante o uno specialista?
Se nel tempo tuo figlio continua a faticare con consegne brevi, non riesce a raccontare con parole proprie un problema semplice oppure legge così lentamente da perdere il significato della frase, parlane con l’insegnante. Insieme potete verificare se la difficoltà compare soprattutto in matematica o anche in altri testi.
Se le difficoltà sono evidenti in più situazioni e non migliorano con un esercizio tranquillo, l’insegnante può suggerire passi successivi appropriati, per esempio un sostegno scolastico aggiuntivo o il confronto con un professionista della lettura, dell’apprendimento o dello sviluppo infantile.
Fonti
- Zintegrowana Platforma Edukacyjna, „Podstawa programowa – edukacja wczesnoszkolna, klasy I–III”, dostęp: 2026: https://zpe.gov.pl/podstawa-programowa/edukacja-wczesnoszkolna
- Instytut Badań Edukacyjnych, „Strategie czytania ze zrozumieniem”, dostęp: 2026: https://przewodnik.ibe.edu.pl/strategie-czytania-ze-zrozumieniem
- Instytut Badań Edukacyjnych, „Podstawy programowe przedmiotu Matematyka – zadania tekstowe”, dostęp: 2026: https://bnd.ibe.edu.pl/bases/6