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Ordine delle lettere in prima: vocali, poi consonanti continue (m, l, s, n, r, f, v)

Per insegnare le lettere non serve partire da A, B, C. Con un bambino di 4–6 anni conviene introdurre i segni in modo che si colleghino subito ai suoni e alle prime sillabe: prima le vocali e qualche lettera vicina al bambino, poi le consonanti continue come m, l, s, n, r, f, v, tenendo lontane nel tempo le lettere che si somigliano.

Redazione Labugen ·

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In breve: da quali lettere cominciare?

Non serve partire da A, B, C. Con un bambino di 4–6 anni conviene costruire un ordine che gli permetta di collegare subito il segno al suono e di formare le prime sillabe.

  • Comincia dalle vocali e da qualche lettera importante per il bambino, soprattutto del suo nome.
  • Poi introduci le consonanti continue, facili da prolungare: m, l, s, n, r, f, v.
  • Collega subito ogni nuova lettera al suo suono e a una sillaba semplice: m → /m/ → ma, me, mi, mo, mu.
  • Non mettere vicine lettere molto simili graficamente, come b–d–p, m–n o u–n.
  • Prima esercita il riconoscimento, solo dopo la scrittura accurata.
  • Nell'apprendimento tranquillo a casa di solito bastano 1–2 lettere nuove a settimana, alternate a ripassi.

Perché non conviene insegnare le lettere in ordine alfabetico?

L'ordine alfabetico serve soprattutto a mettere in ordine e a cercare, non a imparare a leggere. Il bambino non ha bisogno di conoscere tutto l'alfabeto dalla A alla Z per cominciare a unire sillabe e parole semplici.

Per imparare a leggere conta di più collegare il grafema, cioè il segno scritto, al suono corrispondente. L'EEF descrive la fonetica sistematica come l'insegnamento delle relazioni tra i suoni della lingua parlata e i segni che li rappresentano. Per questo un ordine pratico deve permettere di unire presto le lettere conosciute, per esempio m + a = «ma».

Se vuoi chiarire a parte la differenza tra il nome della lettera e il suo suono, leggi L'alfabeto italiano: nome e suono delle lettere. In questo articolo ci concentriamo solo sull'ordine in cui introdurre le lettere.

Come scegliere le prime lettere a 4, 5 e 6 anni?

L'ordine migliore è sistematico, ma deve tenere conto anche di ciò che il bambino conosce già. Non esiste un elenco ufficiale di lettere che ogni bambino debba seguire nello stesso identico ordine: anche in prima elementare le insegnanti scelgono percorsi diversi.

Nello scegliere le prime lettere segui cinque principi:

  1. Parti da qualcosa di personale. Le lettere del nome del bambino si notano facilmente su un'etichetta, sulla tazza o su un disegno. Se il nome comincia con la G, puoi mostrare la G prima, anche se non è ancora nella sequenza principale.
  2. Introduci presto le vocali. A, E, I, O, U permettono di costruire subito le sillabe; in italiano ogni sillaba ne contiene almeno una.
  3. Scegli consonanti che si possono prolungare. Suoni come m, l, s, n, r, f e v si possono pronunciare più a lungo (mmm, sss), e questo aiuta a sentirli dentro la sillaba.
  4. Costruisci su ciò che è già noto. Una nuova lettera deve lavorare subito con quelle precedenti: dopo m e a si passa a ma, mamma, ama.
  5. Separa i segni simili. Non insegnare lo stesso giorno b, d e p. Allo stesso modo, lascia un intervallo tra m e n e tra u e n.

Per un bambino di 5 anni puoi usare la serie Conosciamo le lettere, e per un bambino di 6 anni gli esercizi Lettere e suoni.

Quale ordine delle lettere può funzionare in pratica?

La sequenza qui sotto è una delle proposte ragionevoli, non un ordine ufficiale né l'unico corretto. Puoi spostare singole lettere se il bambino le conosce dal suo nome o se ne è particolarmente incuriosito.

Gruppo

Lettere

Esempi di sillabe e parole

1

a, e, i, o, u

io, ai, a, e, o

2

m, l, s

ma, lo, sa, mela, lama, sale

3

n, r, f, v

no, re, fa, vela, nave, rana

4

p, t, d, b, c e g dure, z

pala, tana, dado, bolla, casa, gola

5

ch, gh, c e g dolci, gn, gl, sc, qu e le doppie

chiave, ghiro, cena, gelato, gnomo, foglia, scena, quadro

Nei gruppi 3 e 4 non introdurre uno dopo l'altro tutti i segni simili. Se il bambino sta conoscendo la n, rimanda la u a un'altra sessione di ripasso. Allo stesso modo, dopo la b fai una pausa prima di passare alla d o alla p.

I digrammi e i trigrammi (ch, gh, gn, gl, sc, gli, sci) e i suoni dolci di c e g conviene lasciarli alla fase in cui il bambino riconosce con sicurezza le lettere di base. Non perché siano «meno importanti», ma perché richiedono di capire che due o tre lettere insieme rappresentano un solo suono, o che la stessa lettera cambia suono davanti a e e i.

Come collegare la lettera al suono e alla sillaba?

Una nuova lettera non deve restare un segno isolato da memorizzare. Prima mostra la sua forma, di' il suono che le corrisponde e poi uniscila subito a una vocale già conosciuta.

Esempio con la lettera m:

  1. Mostra la «m» in stampato e chiedi al bambino di trovare quella uguale tra 3–4 segni.
  2. Pronuncia il suono /m/ senza aggiungere una vocale («mmm», non «emme»).
  3. Uniscilo alle vocali: ma, me, mi, mo, mu.
  4. Trova una parola semplice in cui il bambino sente la m, per esempio mamma.
  5. Torna a questa lettera il giorno dopo con un'attività diversa.

Lo stesso approccio è sviluppato nei materiali Lettere e suoni per la prima elementare. Quando il bambino comincia a unire i suoni in parole, può esserti utile anche la guida Come insegnare a leggere a un bambino.

Il bambino deve saper scrivere una lettera prima di leggerla?

No. Riconoscere il segno e associarlo al suono può venire prima della scrittura accurata. Anche le Indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia parlano di un primo avvicinamento alla lingua scritta e dell'esplorazione delle prime forme di scrittura, non di una grafia già precisa.

Per questo un bambino di 4–6 anni può prima indicare la lettera, abbinare le coppie e trovarla in parole semplici. Solo dopo si aggiunge il tracciato. Per ripassare le lettere tratteggiate puoi usare il generatore di lettere e numeri, meglio con una breve serie di poche ripetizioni che con una pagina intera dello stesso segno.

A un bambino che ama lavorare con le immagini puoi proporre i disegni da colorare con l'alfabeto e le lettere. Un buon ponte tra l'interesse per il proprio nome e il riconoscimento dei segni è anche il disegno da colorare con il nome.

Con che ritmo introdurre le nuove lettere?

A casa un ritmo tranquillo è di solito di 1–2 lettere nuove a settimana, ma conta più la prontezza del bambino che il calendario. Se dopo qualche giorno il nuovo segno si confonde ancora con uno precedente, non aggiungerne altri solo perché «bisognerebbe».

Un semplice ritmo settimanale può essere questo:

  • giorno 1 – nuova lettera, il suo suono e 2–3 sillabe;
  • giorno 2 – riconoscere la lettera tra altri segni;
  • giorno 3 – sillabe e una parola semplice;
  • giorno 4 – ripassarla sul tratteggio, comporla con i bastoncini o disegnarla con il dito;
  • giorno 5 – ripasso senza suggerimenti e giochi con le lettere già conosciute.

Se il bambino impara più in fretta, non serve farlo aspettare artificialmente. Se invece ha bisogno di due settimane per una coppia di segni, anche questo può essere il ritmo giusto.

Quali errori evitare quando si insegnano le lettere?

Il problema più comune è introdurre troppi segni nuovi insieme. Qualche regola semplice aiuta a mantenere un ritmo prevedibile.

  • Non chiedere di recitare tutto l'alfabeto prima di cominciare a leggere le sillabe.
  • Non introdurre vicine molte lettere simili, soprattutto b–d–p, m–n e u–n.
  • Non ridurre l'apprendimento alla copiatura. Il bambino deve anche sentire il suono, riconoscere il segno e usarlo in una sillaba.
  • Non correggere ogni tratto storto. Prima contano il riconoscimento e la direzione del movimento.
  • Non accelerare quando il bambino comincia a tirare a indovinare invece di riconoscere.

Quando chiedere il parere di uno specialista?

Qualche scambio di lettere in un bambino della scuola dell'infanzia fa parte dell'apprendimento e da solo non indica un disturbo. Conviene valutare un confronto con l'insegnante o con un logopedista quando le difficoltà sono evidenti, persistono nonostante l'esercizio regolare e riguardano anche la distinzione dei suoni all'ascolto, la comprensione delle consegne o lo sviluppo del linguaggio.

Non serve aspettare che il bambino conosca tutto l'alfabeto per chiedere una valutazione. Uno specialista può capire se ha bisogno di un altro modo di lavorare, di più tempo o di un supporto aggiuntivo.

Fonti

Il passo successivo

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Domande frequenti

Bisogna insegnare le lettere in ordine alfabetico?
No. L'alfabeto è un ordine utile, ma non è una sequenza obbligatoria per imparare a leggere. Conta di più collegare in modo sistematico la lettera al suono e formare presto sillabe semplici con le lettere già conosciute.
Da quali lettere cominciare con un bambino di 5 anni?
Puoi partire dalle vocali, da qualche lettera del nome del bambino e da consonanti continue, facili da prolungare, come m, l e s. Adatta la scelta a ciò che il bambino riconosce già.
Quante lettere nuove introdurre a settimana?
Nel lavoro tranquillo a casa un ritmo pratico può essere di 1–2 lettere nuove a settimana, con ripassi frequenti. Non è una regola rigida: se il bambino confonde i segni, meglio rallentare che aggiungerne altri.
Digrammi e suoni difficili come gn, gl, ch, sc vanno lasciati alla fine?
Conviene introdurli più avanti, quando il bambino riconosce con sicurezza le lettere di base e ha capito che ogni segno corrisponde a un suono. Non devono però aspettare per forza la fine, se compaiono in una parola importante per il bambino.
Cosa fare se il bambino confonde b, d e p?
Non esercitare i tre segni nuovi contemporaneamente. Torna a uno solo, consolidalo con attività diverse e solo dopo qualche riconoscimento riuscito introduci il segno simile successivo.
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